Da Internazionale
Quando con la chiusura di una rivista alla moda ti senti finalmente un po’ meno sfigato…..si aspetta trepidamente lo stesso per Rolling Stones Italia (alla faccia dei posti di lavoro), i Calendari con Rivista allegata ed i reality shows.
Il cool è morto
Il Foglio lo scrive in prima pagina: Il cool è diventato mainstream. Il cool è ovunque. Nulla è più cool. Chiude The Face e, dopo quindici anni, finiscono gli anni Novanta.
Per capire se il cool è davvero morto - e poter tirare un profondo sospiro di sollievo - ho sfogliato uno degli ultimi numeri del moribondo The Face. Pubblicità di Fendi, Gucci e Sisley. Speciale su Fitness America con le foto delle biondone muscolose con le tette rifatte. I pupazzetti dei racconti di Tim Burton. Intervista sexy a Kelis e le notti di Berlino. Servizio di moda con ragazzi dai capelli biondi e lunghi e il petto senza peli.
Ragazzi, se è morto il cool. Puzza veramente di cadavere!
Io The Face non l'ho mai comprato, perché, in quanto lettore uncool, mi faceva venire l'ansia. Sì, perché quest'orda di giornali di pseudotendenza ha il potere di farti sentire inopportuno, di farti pensare che tutto il mondo gira veloce mentre tu rimani in dietro. Tu, con i peli sul petto e senza spillette glam, tu che non hai nemmeno trovato il tempo di fare un salto a Fitness America. Tu, miseramente tu.
Per fortuna il trucchetto è finito. E ormai questi giornali non fanno che ripetere se stessi da quindici anni. D'altronde oggi è difficile guardare i lineamenti da splendido alieno di Kate Moss e trovarli ancora cool. Ormai è quasi impossibile tradurre una parola in inglese e ottenere quell'effetto di Donatella Versace quando diceva che i suoi abiti non erano divertenti, ma piuttosto funny.
Ma ora che il cool fa il verso a se stesso e il trash dilaga privato del senso dell'ironia (a proposito, il figlio della Parietti è tra i concorrenti della Fattoria, il nuovo reality show della Bignardi), insomma, ora cosa si deve fare per sentirsi a posto?
Smettere di andare avanti, smettere di andare indietro. Basta locali che vanno di moda per appena due serate, basta sterili revival da babbioni.
Piuttosto andiamo a fondo. Rimaniamo fermi sul posto e approfondiamo. Io teorizzo il collezionismo, l'interesse maniacale e il percorso altamente tematico come nuova forma di cool.
E quindi mi dedico al mio bonsai. Il bonsai non è maistream, il bonsai non è ovunque, il bonsai non è morto (per ora). E non compro The Face, ma compro Il mio Bonsai. Lucido le minifoglie del mio bonsai e mi sento veramente postcool.
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